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Roboable

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20/04/2017 - Articoli, Notizie

Roboable: come procede la sperimentazione?

Roboable: come procede la sperimentazione?

Stiamo sperimentando il nuovo device di Roboable e abbiamo parlato con Federica Bringandì per sapere come procedono i test.

Come vi abbiamo già raccontato, stiamo sperimentando nelle scuole un nuovo prototipo di Roboable. I nuovi device sono stati sviluppati con l’obiettivo di dare la possibilità ai bambini di interagire secondo modalità nuove e creative, attivando interazioni ricche, dinamiche e flessibili capaci di rispondere all’intera gamma di esigenze degli utenti.

Come abbiamo ripetuto più volte il progetto è fondato sulla semplicità, sulla versatilità e sulla piacevolezza, infatti l’utilizzo del device risulta semplice e intuitivo.

Sicuramente si tratta di un oggetto utile e divertente - racconta Federica Brigandì, una della insegnanti che sta testando questo device nelle scuole - i ragazzi si divertono molto ad utilizzarlo. Tutti i ragazzi partecipano volentieri alle sessioni, anche quelli normodotati sono incentivati a lavorare con i ragazzi affetti dal disturbo dello spettro autistico perchè si divertono molto a lavorare con questo oggetto”.

I nuovi prototipi sono stati sviluppati con l’obiettivo di dare la possibilità ai bambini di interagire secondo modalità nuove e creative, attivando interazioni ricche, dinamiche e flessibili capaci di rispondere all’intera gamma di esigenze degli utenti. Nell’elaborazione della proposta finale si è cercato di offrire semplicità ed elasticità, insieme alla possibilità di interazione universale. Queste caratteristiche hanno consentito a Roboable di interagire e comunicare con gli utenti al momento opportuno dando la possibilità di variare le attività di gioco in maniera fluida e non traumatica. “Attualmente stiamo sperimentando il nuovo Roboable con un ragazzino che ha un basso livello di attenzione pertanto non svolgiamo mai sessioni molto lunghe tuttavia anche i ragazzi con disturbo  autistico si divertono molto a utilizzarlo” continua la Brigandì.

La ricerca ha messo in luce la necessità che la prima cover realizzata dal bambino fosse il più simile possibile al personaggio contenuto nei giochi per facilitare l’identificazione e il raggiungimento degli obiettivi di volta in volta prefissati.  “La parte di costruzione della maschera da installare su Roboable risulta molto divertente e permette a tutti i ragazzi di lavorare insieme” conclude Bringandì.

Al di là dei risultati raccolti è possibile affermare che un approccio capacitante alla progettazione consente di realizzare prodotti in grado di rispondere alle esigenze di quanti ne faranno uso, capaci di soddisfarne le necessità, sia in termini di funzionalità sia di estetica, e fare in modo che gli stessi prodotti siano di facile comprensione e utilizzo.

tags:

Autismo, Roboetica, Scienza&Società